Ristorante il Gotha
A Funo di Argelato, in provincia di Bologna, abbiamo incontrato Gilberto Albertazzi, patron dal 1992 del ristorante il Gotha, un ottimo ristorante per colazioni di lavoro, oppure per incontri romantici o tra amici. Un’atmosfera calda e raffinata accoglie i visitatori sottolineata dalla personalità fantasiosa e creativa di Gilberto e dei suoi chefs, Daniele Faccioni e Andrea Ceccarini che amano offrire ai loro clienti una cucina sorta da uno stretto connubio: fantasia e tradizione.
Ravioli di tonno con pomodoro e capperi
Ingredienti
per 4 persone
1/2 cipolla, 400 g di tonno fresco
3 pomodori maturi, 150 g di ricotta mista
vino bianco, origano fresco, sale e pepe
capperi sotto sale, scalogno
olio extravergine, uova e farina per la pasta
Preparazione
Preparate la pasta fresca come al solito e fatela riposare per 30 minuti.
Tagliate la cipolla a julienne, poi rosolatela in un poco di olio e aggiungete il tonno a pezzi piccoli (dadini di 2x2 cm circa). Rosolate velocemente e sfumate con poco vino bianco; quando sarà evaporato aggiungete 2 pomodori sbucciati e tagliati a cubetti e una spolverata di origano fresco, regolando di sale e pepe (è importante che la cottura del tonno sia il più breve possibile).
Lasciate raffreddare il sugo e passatelo nel tritacarne.
Incorporate al trito la ricotta fresca. Distribuite delle piccole porzioni di ripieno sulla pasta stesa sottile e tagliata in quadrati.
Richiudete in un triangolo i ravioli.
Preparate la salsa con un poco di scalogno tritato e rosolato in olio, aggiungete il pomodoro a cubetti piccoli (sempre privato della pelle e dei semi), saltate per pochi minuti e aggiungete i capperi tritati grossolanamente e un po' di origano fresco.
Lessate i ravioli in acqua bollente salata, scolateli al dente e passateli in padella con la salsa.

Sopra: Mazzancolle Salsa al pepe rosa e porri fritti.
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Gilberto, ti chiediamo di illustrarci qual’è la filosofia del ristorante.
La cura dei clienti e il voler rispondere alle loro esigenze comporta necessariamente una scelta accurata e meticolosa delle materie prime e dei prodotti impiegati in cucina, affinchè rispondano sempre ai criteri irrinunciabili di freschezza, genuinità e anche stagionalità.
Che cosa propone la vostra cucina?
La cucina che offriamo è classica e legata alle produzioni autoctone del nostro ricco territorio emiliano romagnolo, al punto che utilizziamo anche la pasta fatta rigorosamente da noi in casa, compresi gli spaghetti.
Parlaci dei tuoi menù.
I menu che offriamo al Gotha sono quattro all’anno e sono palesemente legati allo svolgersi delle stagioni per poter essere fortemente caratterizzati dagli ingredienti freschi e di stagione, come accennavo.
Offriamo anche menu di pesce, ma solo quello che ci propone il nostro mercato, senza eccessive ricerche di esotismi che il più delle volte appagano l’occhio, ma si rivelano delusioni per il palato. Naturalmente ci piace offrire un menu di pesce pulito, alleggerito e raffinato che soddisfi con delicatezza il palato. Inoltre è fondamentale tener conto delle esigenze della clientela: genuinità e gusto si possono coniugare oggi anche con brevi cotture, ad esempio i classici ragù, che richiedevano lunghe ore sul fuoco, si possono ottenere in tempi notevolmente abbreviati.
Accennavi alle problematiche del cliente, come le affronti?
Generalmente da noi arriva una clientela già consapevole e conosciuta, poichè Funo è un paesino della cintura bolognese a 5 minuti dalla città, che non conosce molto “passaggio”.
Questo “essere fuori dal giro” ci consente di curare meglio l’approccio e l’offerta. I clienti sanno di avere la possibilità di affidarsi completamente a chi può dare loro cure e possibilità di fare tanti assaggi, così da stimolare la loro fantasia e curiosità.
A questo proposito serviamo anche i vini a bicchiere per facilitare gli abbinamenti con le varie portate.
Che cosa vorresti ottenere per il futuro?
Certamente cercare di farmi conoscere per uscire un poco dall’eccessiva provincialità di Funo.
Mi auguro che i tempi di compressione economica quali viviamo in Europa e in particolare in Italia, vengano superati, perché il ceto medio italiano si assottiglia sempre di più, e pur continuando a uscire, la gente è costretta a contare quello che ha nelle tasche e tutto ciò penalizza fortemente la ristorazione di qualità. |
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