La dieta dei cinque colori


BOTTONE CURSORE

Agli albori dell’umanità, per il nostro antenato raccoglitore che si nutriva di erbe, semi e frutti, i colori rappresentavano, con i profumi e le consistenze, importanti indicatori della commestibilità degli alimenti che trovava in natura.

Associando con l’esperienza le tonalità del verde all’acerbo, all’acido o all’amaro, e il giallo aranciato ed il rosso al maturo e al dolce, dopo una serie di prove, e di errori spesso fatali, i nostri progenitori selezionarono per noi ciò che era buono da mangiare e ciò che invece non lo era.

 

Colore e comportamento, non solo alimentare

La voglia che ci prende di mangiare un cibo piuttosto che un altro, è determinata in gran parte dal colore, e ricerche fatte nell’ambito della psicologia sperimentale hanno dimostrato quanta importanza abbiano i colori nell’influenzare il nostro comportamento alimentare.

A livello psicologico la loro percezione comporta differenti stati dell’umore: il rosso spinge al dinamismo, il verde alla tranquillità, il nero al pessimismo, il giallo all’allegria e via dicendo.

In accordo poi con quelli psicologici, i colori indurrebbero anche degli effetti sulla fisiologia: il giallo sarebbe uno stimolante dell’apparato visivo, l’azzurro diminuirebbe il ritmo respiratorio e la pressione sanguigna, il verde dilaterebbe i capillari inducendo un effetto sedativo, il rosso aumenterebbe la tensione muscolare.

Tutti aspetti che l’industria alimentare e i professionisti dei fornelli sanno bene come utilizzare per spingerci a comprare e… a mangiare più del necessario!

Infine, sull’uso terapeutico dei colori esiste anche una pratica medica alternativa: la cromoterapia, ed a questa, più di recente, si è affiancata la cromo-dieta, che ai colori guarda soprattutto sotto l’aspetto salutistico: la cosiddetta dieta dei cinque colori.

La dieta dei 5 colori

Tutto è partito dalla raccomandazione dei nutrizionisti di consumare 5 porzioni quotidiane di frutta e verdura, sia cruda che cotta, per arrivare poi a stabilire che l’ottimo è che si scelgano di cinque colori diversi, ribattezzati come i “cinque colori del benessere”: il blu/viola, il verde, il bianco, il giallo/arancio ed il rosso. Del resto, quale scopo avrebbe la natura nell’offrirci frutta ed ortaggi di tanti colori diversi?

Rispondendo a questa domanda, studiosi e ricercatori sono arrivati a scoprire che, seppure le sostanze responsabili del colore non rivestano importanza nutritiva in senso stretto, ne hanno moltissima invece per il buon funzionamento del nostro organismo e per la salute in generale.

I principi della dieta

La dieta dei colori, dunque, si basa sul principio che variando il consumo giornaliero di frutta e verdura nei 5 colori che abbiamo detto, noi assumiamo nutrienti essenziali per la nostra salute, intesa come energia vitale, quella che consente al nostro organismo di reagire ai primi segni d’insorgenza di molte malattie.

Questo perché i colori, dovuti a composti organici vegetali denominati fitochimici, svolgono una naturale funzione protettiva, rinforzando il sistema immunitario e contrastando l’azione dei famigerati radicali liberi. Si comportano, insomma, come sostanze attive contro l’invecchiamento in generale, che ci difendono da molte patologie, quali tumori, diabete e problemi cardiovascolari.

 

I 5 colori

Ora, dove troviamo i colori della salute e che benefici ne ricaviamo introducendoli nella nostra dieta?

Il blu/viola di melanzane, fichi, uva nera, mirtilli, prugne, ci permette di assumere potenti sostanze antiossidanti.

Il verde dei cavoli d’ogni tipo, di bietole, spinaci, broccoli, cicoria, rucola, ma anche di legumi come fave e piselli, ci mette a disposizione degli efficaci depurativi del sangue, favorendo il drenaggio linfatico e rafforzando il sistema cardiocircolatorio.

Il bianco, con cavolfiori, aglio, cipolle, pere, mandorle ecc, combatte efficacemente il colesterolo cattivo e l’ipertensione arteriosa.

Carote, zucche, albicocche e tutti i frutti e i vegetali di colore giallo, contengono betacarotene, noto per la sua azione antiossidante, nonché le indispensabili vitamine A, B e C.

Fondamentale è anche il rosso dei pomodori, delle ciliegie, fragole, ribes rosso, ravanelli ecc, grazie alle antocianine e al licopene, pigmenti che favoriscono il drenaggio dei liquidi e rinforzano l’apparato vascolare, e all’acido ellagico, un potente antiossidante.

È evidente che questa cromo-dieta nasce in una cultura alimentare di paesi che non godono di condizioni climatiche di un paese mediterraneo come il nostro, dove, per l’abbondanza di frutta e verdure d’ogni tipo, l’alimentazione è sempre stata sana e variata, e la tavola rimane tradizionalmente… coloratissima!

Un colore, un rimedio

Chissà se è vero, ma c’è chi sostiene che a seconda del nostro stato noi scegliamo istintivamente un alimento guidati dal suo colore.

Se ci sentiamo stanchi siamo attratti da alimenti di colore giallo-arancione, mentre, se abbiamo bisogno di disintossicarci, la scelta cade su cibi di colore verde.

Se è poi il nostro sistema nervoso ad aver bisogno di nutrimento, ci indirizziamo su alimenti di colore più scuro, dal blu al viola.

 

Biancomangiare

Diffusissimo nel Medioevo, il biancomangiare è una preparazione dolce o salata che utilizza solo alimenti di colore bianco: petti di pollo a filetti, mandorle, latte o brodo, farina di riso.

Ridotte in polvere le mandorle, stemperate nel latte con la farina, dopo lenta cottura si ottiene una minestra densa da servire in scodelle con sopra zucchero e lardo bianco sciolto. In tempo di Quaresima, al pollo si sostituisce la polpa di pesce bianco.

 

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