Beppe Sardi


Nome: Beppe

Cognome: Sardi

Dove lavora: Ristorante “Il grappolo” – Via Casale 28 – Alessandria

tel. 0131/253217 – info@ristoranteilgrappolo.it

www.ristoranteilgrappolo.it

 

Due chiacchiere con Beppe per conoscerlo meglio e capire la sua filosofia professionale.

Qual è stato il tuo percorso professionale? Ho frequentato l’Alberghiero a Genova e mi sono specializzato come cameriere di sala. Volevo imparare le lingue e così ho girato l’Europa. Durante il servizio militare il mio colonnello ha deciso che potevo essere un cuoco e sono finito in cucina. Lì si è sviluppata la mia grande passione, diciamo “sul campo”! A 23 anni sono approdato al Grappolo di Alessandria.

Raccontami il segreto per rinnovarsi e non annoiare mai la clientela. Non ho segreti, perché cerco di essere me stesso ed esprimo una cucina non troppo “modaiola”.

Che tipo di cucina proponi ai tuoi clienti? La nostra cucina è quella di territorio, rivisitata solo per dare un po’ di leggerezza alle nostre preparazioni, perché qui, in Piemonte, la tradizione vuole piatti molto importanti e regali. Io spesso cerco di sdrammatizzarli e poterli perciò proporre nei menù di tutti i giorni. Ai miei clienti, molti stranieri, soprattutto tedeschi, tutto ciò piace molto.

Cosa rende indimenticabile una cena al Grappolo? La gentilezza e la disponibilità del personale, l’ambiente caldo ed accogliente, ma soprattutto la qualità di ingredienti e materie prime. Da non sottovalutare poi… il prezzo. Non manca una ricca carta dei vini che conta numerose etichette italiane e straniere.

Ovviamente una pagina della carta dei vini  è tutta dedicata ai vini del territorio alessandrino. Tradizione, stagionalità e legame con il territorio sono valori a cui non rinunci. Io credo nel territorio che qui in Piemonte  (ma in tutte le regioni italiane) è straordinariamente ricco. Il mio impegno quotidiano è di non cedere troppo alle mode (non ti nascondo che in qualche momento è stata una tentazione), ma continuare a proporre le nostre tipicità all’insegna dell’innovazione. Al Grappolo ci siamo imposti di cambiare il menu (la carta, le due degustazioni e la carta dei dolci) ogni tre settimane.Un bell’impegno!

Collabori già da tempo con il Consorzio tutela e valorizzazione delle varietà tipiche di riso italiano, raccontaci. La nostra collaborazione dura da dieci anni. Sono diventato “il cuoco di fiducia”, un punto di riferimento, anche storico, legato al Consorzio. Per tutto ciò sono lusingato e continuerò a promuovere questo nostro straordinario prodotto, il riso appunto, ovunque andrò a lavorare, come qui da te, cercando di proporre questo straordinario e regale primo piatto. Il risotto è sempre presente nel mio menù ed anche nel mio cuore.

Cosa vedi nel tuo futuro? Vorrei poter realizzare una vera scuola alberghiera dove i ragazzi possano imparare ad essere dei valenti camerieri e dei veri aiuti cucina. Vorrei inoltre cucinare un risotto a Pechino, in piazza Tien an men, proprio perché è la più vasta piazza pubblica del mondo, per dimostrare che un risotto espresso si può davvero cucinare per tantissime persone!

 

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