Cristian Bertol


Bartol

Nome: Cristian

Cognome: Bertol

Dove lavora: Ristorante Orso Grigio, Ronzone (TN)

tel 0463/880625 – mail: info@orsogrigio.it

www.orsogrigio.it

 

L’Orso Grigio è un bel ristorante in una posizione incantevole, infatti si trova al limitare del bosco delle Regole, in Val di Non sulla statale che porta al Passo della Mendola. Il locale, aperto agli inizi degli anni ottanta dai genitori di Cristian, è passato nel 1995 alla gestione dei due figli gemelli, Cristian (per la cucina) e Renzo (per la sala e la cantina). Il modo di cucinare di Cristian è un susseguirsi di sorprese emozionanti, che passano dalla scelta delle materie prime, sempre di gran qualità, alla ricerca degli accostamenti, senza trascurare la presentazione dei piatti.

Ma parliamo con lui, che simpaticamente ci confida che è stato il padre a “costringerlo” a questa scelta di vita. Infatti quando aveva solamente 11 anni, il padre gli pose un dilemma da risolvere con urgenza,  “se vuoi mangiare un panino, stai a casa, ma se vuoi imparare a cucinare e mangiare bene vieni al ristorante”. Mio padre, così facendo, voleva educarmi e far crescere in me la consapevolezza di cosa significhi assumersi delle responsabilità. Così frequentai la Scuola Alberghiera e, a 15 anni, ero già in giro a fare degli stage nei migliori ristoranti italiani.

Che peso ha tuo padre nelle tue scelte professionali? E’ senz’altro mio padre ad avermi spinto e a spingermi sempre verso un ideale di perfezione nella mia professione. Ora anch’io ritengo che le cose debbano essere fatte solo bene, senza vie di mezzo. Però ha trovato terreno fertile, perché a me piace molto il mio lavoro.

Si è anche creato spirito di competizione tra te e lui? Certo! Siamo entrambi due “prime donne”, ma la competizione è estremamente positiva, e quando lavoriamo insieme, il team è perfetto: ci confrontiamo sulle tecniche, i menù e le presentazioni, non c’è mai un attimo di riposo e tutto viene riveduto e corretto continuamente. Io, quando sono sereno e tranquillo, trovo tutte le energie per creare piatti nuovi e diversi. Lo stress invece, mi porta a logorarmi senza riuscire a rinnovare la mia creatività. Anche se non si direbbe, sono schivo, riservato e amo cucinare in serenità.

Come ami coccolare i tuoi clienti? Quando i miei clienti entrano al ristorante, devono sentirsi a casa,  con lo stesso calore, ma più coccolati e viziati. A prescindere dall’ampio menù che propongo, amo la libertà di poter offrire i miei piatti, perchè posso spaziare e creare idee trasversali, o rinnovare i piatti a seconda del cliente che ho fronte.

Che tipo di cucina proponi? La base è tradizionale, uso i prodotti del territorio: corniole, formaggi, mele selvatiche, asparagi selvatici, erbe aromatiche montane e miele. Ma soprattutto ricerco la qualità delle materie prime, questa infatti resta la base della mia cucina. Elaboro i piatti tradizionali e li propongo con quegli ingredienti che li  possono valorizzare al massimo. Il tutto con il giusto equilibrio qualità/ prezzo.

Hai dei sogni nel cassetto? Mi sento realizzato. Quello che ho a 31 anni pochi colleghi riescono ad averlo. Con il mio lavoro, oltre a vivere e realizzare la mia creatività, cerco equilibrio e serenità nella vita privata.

E ogni giorno rinnovo la mia personale voglia di vivere attraverso la vita che deve essere a tuttotondo.

 

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