Massimo Ratti


Nome: Massimo

Cognome: Ratti

Dove lavora: Ponte Rosso Restaurant – Via dei Ponti, 16 – Monteveglio (BO)

Tel. 051/6702166

www.ristoranteponterosso.com

 

Esuberante, creativo, appassionato praticamente a tutto: ecco come ci è apparso Massimo Ratti.

Curiosissimo di conoscerci, vivace e allegro, ha portato una ventata di allegria in cucina, trasmettendoci il suo motto: il mondo è tutto da scoprire. Ma conosciamolo meglio.

 

Parlami del tuo ristorante: Nel mio locale non esiste il menù, da 17 anni ho la possibilità di proporre sempre piatti diversi. Le persone che escono per andare al ristorante, spesso escono di casa decise a gustare piatti diversi, ma arrivati al ristorante… scelgono sempre le stesse cose. Perciò ho deciso di togliere il menù e di realizzare e proporre sempre piatti nuovi e creativi, perché voglio “stuzzicare” la curiosità dei miei clienti. Il mio ristorante è a conduzione familiare. Con i  miei ho dovuto lottare, perché sono profondamente emiliani e tradizionali, perciò le mie idee sulla cucina sono state per loro difficili da accettare. Ora però mi hanno capito, mi supportano e mi appoggiano. Il mio locale ha un arredamento sobrio, con parecchi dipinti astratti. Organizzo anche concerti di musica classica perché ritengo molto importante il binomio arte e cucina. Ho in giro parecchi strumenti musicali. Come i sapori di un piatto hanno la loro vita e si sviluppano, così un’opera classica musicale si armonizza con il cibo creando un ambiente unico e un’esperienza gustativa particolare. Organizzo anche mostre: i pittori in modo estemporaneo dipingono e si crea un’atmosfera davvero suggestiva. C’è anche la poesia che ha nel mio cuore un posto importante, mi piace abbinare le poesie al cibo e recitarle ai miei ospiti. Noi cuochi possediamo l’amore necessario che può nutrire l’anima e il corpo con più di un piacere. Io amo essere tra gli ospiti per instaurare con loro un rapporto più vicino, conoscerli meglio e non solo per poter soddisfare le loro esigenze gastronomiche.

Cosa ti ha spinto verso il lavoro di chef? Fondamentalmente sono un buongustaio… mi piace mangiare (non si vede?) e ho fatto di questa passione un lavoro.

Quale è stato il tuo percorso professionale? Ho frequentato la Scuola Alberghiera, poi ho fatto varie esperienze presso alberghi e ristoranti.

Che tipo di cucina esprimi? Molto personale e creativa, scelgo abbinamenti e accostamenti di sapori, con salse, creme, consistenze che mutano e si trasformano. Fiori, frutta, verdure sempre fresche, in abbinamenti che possono sembrare azzardati, ma che vanno valutati nell’armonia dell’insieme.

Cosa trova il cliente che viene a trovarvi? Rischia… scherzo! Da me è sempre una sorpresa, non avendo un menù, ogni volta creo piatti nuovi e i clienti si devono … fidare e affidare a me.

Che cosa ti piace di più cucinare? Adoro cucinare i secondi piatti, anche se, essendo emiliano, propongo sempre una gran varietà di primi piatti. Però cucino la carne con più soddisfazione: estrarne i sapori dalle carni mi offre i tempi giusti per la riflessione.

Chi sono gli Chef italiani e stranieri che ammiri di più? Gualtiero Marchesi è il “babbo di tutti”, è stato lui ad aprire la strada per arrivare alle stelle.


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